Quando l’ispettore sanitario Fabiano entra nel piccolo locale di Silverio, qualcosa non torna. L’uomo è agitato, evasivo, sconvolto. Fa di tutto per liberarsi di quell’ospite inatteso, ma è ormai troppo tardi: nella dispensa, in una pozza di sangue, giace un cadavere ancora caldo!
In attesa delle forze dell’ordine, Fabiano cerca di calmare Silverio che afferma di non ricordare nulla. Attraverso il racconto degli ultimi mesi, frammento dopo frammento, emergono ambizioni, segreti, amanti e pesanti compromessi. Perché Silverio non è sempre stato un ristoratore, un tempo era uno scrittore famoso a livello nazionale, disposto a spingersi molto lontano pur di conquistare il successo. Anche a costo di immischiarsi con la pericolosa criminalità partenopea a cui non avrebbe mai dovuto fare uno sgarbo.
Attualmente, non in vendita.
Interno di un ristorante turistico di piccole dimensioni. Al centro, al-cuni tavoli apparecchiati in modo semplice. A sinistra, il bancone del bar. Sulla destra, una porta conduce alla cucina. Sul fondo, accanto all’ingresso principale, una grande vetrata lascia intravedere alberi ri-gogliosi e un cielo limpido di una mattina estiva.
SILVERIO. (entra in scena sconvolto dalla porta di cucina, richiu-dendola con forza per poi appoggiarvisi contro con le spalle e lasciarsi lentamente scivolare a terra, stringendo la testa tra le mani. Mugola e piange anche quando si rialza e, barcollando, si appoggia ai tavoli per non cadere. Zigzagando raggiunge il bancone, si versa da bere da una bottiglia verde e lo tracanna reggendo il bicchiere con entrambe le mani tremanti. Sbatte il bicchiere sul banco, lo riempie e lo svuota nuovamente. Con la mano sulla fronte, scuote il capo lasciandosi scappare un altro singhiozzo. Infine, dopo essersi asciugato gli occhi con l’avanbraccio, sciacqua il bicchiere e lo asciuga con uno straccio celeste, guardando fuori dalla finestra e cercando di ignorare la porta di cucina.)
FABIANO. (entrando un po’ curvo dalla porta d’ingresso) È per-messo? C’è qualcuno? Non risponde nessuno, eppure la porta è aperta. Forse, dovrei attendere fuori.... (continua a leggere)